Archivi del mese: ottobre 2011

La regista

Oggi mi rivolgo a te.

Ti osservo da giorni, settimane, mesi, anni… ti scruto in silenzio, a debita distanza. Ed ora decido di affrontarti.

Così, perché credo nella morte più di quanto la vita non sia riuscita a farmi credere in se stessa e allora in virtù di quel domani che sa di ‘troppo tardi’ colgo il mio attimo quotidiano, probabilmente l’ultimo… e ti parlo.

Ma sai che storia parlarti come se fosse l’ultima volta? Un macello colossale, un’apocalisse di parole gettate lì, alla mercé di un attimo impensato, pronte a schiattare nella più banale delle frasi, nella più errata delle interpretazioni.

Io devo dirti troppe cose per farmi bastare un attimo, ho bisogno di troppi attimi per trovare abbastanza parole.

E allora ti dico niente. Resto zitta guardandoti. Ricordando i giorni, i mesi e gli anni passati a scrutarti in silenzio. A quando decidevo di scriverti e non lo facevo. Perché tu hai sempre avuto in mano le battute ed io le interpretavo, tu le ore io i tempi da rispettare, tu la scena io i passi da seguire. Ed ora, senza fili, mi sento ancora e sempre una marionetta…

Ci fa qualcosa se chiamo marionetta un burattino?
Ci fa qualcosa se chiamo marionetta un burattino?
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…Martedì…

Martedì. Avrei giusto bisogno di un martedì.

Sono mortificato ma li abbiamo finiti

Come li avete finiti? Sono due settimane che li cerco dappertutto, tra orologi, cronometri e calendari a venire

Glielo ripeto li abbiamo finiti tutti.

Non posso crederci. Non voglio crederci. La prego controlli meglio in magazzino, magari potrebbe trovarne ancora qualcuno tra scatole di tempo , istantanee da scattare e maschere neutre mai indossate. Sono certa che ce ne siano ancora diversi, stipati lì nell’ultimo fazzoletto di spazio a lei indifferente

Ho controllato già. Le posso dare un lunedì notte o un mercoledì mattina. Nessun martedì, una masnada ingorda li ha fatti fuori tutti

Lei non capisce, lei non può neanche minimamente immaginarlo il significato che assumono, per me, queste parole. Ho bisogno di ritrovare la mia quiddità reificata. Voglio un martedì per svestire il mio futuro della sua gramaglia, desidero sapere che ce ne saranno altri, mi dica che sarà così, la prego.

Facciamo così, ripassi e vediamo cosa posso fare…

Quando?

Martedì.

La maschera neutra del martedì

Una maschera per sentirsi tutto e niente


Mi presento…

E allora facciamo che un blog lo apro anche io.

Scrivono mamme, figlie, sgallettate in minigonna pronte ad inventare nuove linee di abbigliamento in virtù di quattro foto postate su una piattaforma digitale, trovando Like a destra e a manca.

Perché non può farlo una banalissima, inutile insipiente di moda, riviste radical-chic, appuntamenti mondani e party esclusivi con cocktail da capogiro?

“La filosofia non interessa al pubblico di massa”, mi è stato risposto.

Niente filosofia dunque.

Mi limiterò a citare taluni e omettere tal’altri, affinché tra il di loro e il mio pensiero non si tragga differenza alcuna.

Rarissimo esemplare di pecora muta

Rarissimo esemplare di pecora muta