Fiorello sì, Fiorello no?

Troppe aspettative e un appuntamento mancato alla prima messa in onda.

Sarà dipesa da questo la mia quasi totale delusione nel vedere, ieri sera, la seconda puntata de ‘#ilpiùgrandespettacolodopoilweekend’? O forse dalla visione in settimana di puntate e giornali  che di quel Fiorello non sapevano che parlar bene? Proviamo a ragionarci.

Ieri, dicevo, è arrivato il mio turno.

Bella l’idea di dare all’incipit un’impronta ‘moderna’ con gli anziani dell’edicola filmati col videofonino e caricati su twitter, lo stesso canale che dà spunto al titolo hashtaggato del programma. Geniale il connubio tra i vari canali di comunicazione e l’indottrinamento inconscio di quel pubblico nazionalpopolare che ancora si chiede il perché di un ‘cancelletto’ davanti a tutte quelle parole attaccate.

Il resto?  Tutto e niente.

Fiorello resta sempre il più giovane dei vecchi e il più vecchio dei giovani che oggi sanno fare tv. Il suo è un mestiere che parte dall’infanzia e che non segue dettami e regole imposte. La televisione nasce con lui. Già me lo vedo nella piazzetta del paese natale, da bambino, pronto a coinvolgere la massa nei suoi giochi. I suoi sorrisi contagiosi, la sua voglia di darsi all’altro e di permettere all’altro di scoprirsi attraverso una sindrome di Peter Pan mai risolta, che permette a chiunque di affezionarsi a l’unico capace di concedergli l’illusione di una giovinezza perduta…

Oggi lo ritroviamo in tv. Brizzolato, privo delle piroette del passato magari, ma con una presenza scenica da ovazione e una voglia di originalità che a malapena si sposa con le esigenze di Mazza e della rete.

Mi è piaciuta la messa in onda dei ‘5 secondi di Grande Fratello’ montati ad hoc per accrescere l’opinione diffusa secondo cui mediaset propone urla e truzzaggine a dispetto di una Rai che ruota attorno ai buoni costumi.

Ma resta fin troppo facile, allo stesso tempo, prendere applausi contro una concorrenza praticamente inesistente.

Pessima l’emulazione di Brignano nell’imitazione delle pischelle. Fiorello sa fare Fiorello. Le sue imitazioni, da Carla Bruni a Mike, passando per Califano e Vespa lo rendono unico. Se Fiorello imita Brignano che imita le pischelle io spengo.

Questo non mi piace. Non da lui.

Non mi aspetto Monica Vitti e Alberto Lupo in un liscio esilarante. Non voglio le sigle della Cuccarini e le performance di Mina. Quelli erano altri tempi.  Ma se nasco solo oggi pretendo l’antico fatto nuovo.

Fiorello ci può arrivare.

Almeno secondo me…

Di cercare un frame del programma non avevo voglia...

Di cercare un frame del programma non avevo voglia...

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