Un Piccolo Principe #indifesa dei piccoli… o dei grandi?

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Oggi, un evento mi ha portato a restare seduta per circa otto ore.

Dinanzi a me, a turno, la gente.

Una mostra che prevedeva: papà orgogliosi, donne egocentriche, zii insofferenti, artisti conosciuti, saggi barbuti, critici saccenti, conoscenti anonimi e.

E poi c’erano loro. I ‘noi’ di mille anni fa. La ‘me’ che dimentico e che cerco di ritrovare nei corsi di teatro, nell’odore del pongo, nelle capriole sul prato, nel sapore delle patatine sulle dita, nei polpastrelli rattrappiti dopo un bagno caldo, nel solletico.

C’erano i Piccoli Principi…

Terres des Hommes, l’altra sera, al Franco Parenti di Milano ha cucito a mano una ‘coperta’ in difesa dei bambini. Per renderla ‘appetibile’, ha giustamente utilizzato delle stoffe pregiatissime (dalla D’Urso alla Casalegno passando per la Maionchi e Cenci), comunicando, nella maniera più semplice, il messaggio più difficile: in un’epoca in cui la corsa ci nobilita per i traguardi più che per l’attenzione che diamo ai singoli passi e dove finiamo tutti, inesorabilmente, calpestanti e calpestabili, nella dimenticata voglia di approfondire, di porre attenzione al particolare della scrittura come della parola, della qualità come della profondità della singola vita e delle singole ore che la compongono, Terres des Hommes ci ha fermato e ci ha detto: “Guarda bene cosa ti succede attorno. Guarda quanti bimbi non sognano più. E non perché hanno la tua età, ma perché sono caduti dall’infanzia troppo presto!”

Chi meglio del Piccolo Principe poteva ‘raccontare’ quanto possa destabilizzare l’approccio col mondo degli adulti che non vedono, che non fantasticano più? Chi meglio di lui poteva accusarci di esserci dimenticati di com’eravamo e di come sono i bimbi, oggi.

L’operetta morale di Antoine de Saint-Exupéry rappresenta, forse, l’unica arma che ci resta per proteggerci dai futuri ‘noi’ violentatori, superficiali, criminali, ossessivi, apatici, corridori. E per quanto, per sensibilizzare il mondo sulla difesa dei bimbi, Terres des Hommes abbia utilizzato ‘stoffe’ pregiate (a parte me che tappavo forse un buco) la coperta che ne è venuta fuori è ancora troppo piccola per difendere tutti i Piccoli Principi privi di voce, dalla voglia di farsi ‘salvare’ addirittura da un serpente…

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